Accessibilita digitale obblighi 2025

Accessibilita digitale obblighi 2025

Ottobre 15, 2025

Accessibilita digitale obblighi 2025

Dal 28 giugno 2025, entra in vigore in Italia una nuova normativa europea che stabilisce regole precise sull’accessibilità digitale per siti web, app ed ecommerce.
L’obiettivo è assicurare che ogni persona, incluse quelle con disabilità visive, motorie o cognitive, possa utilizzare i servizi digitali senza barriere.
In questo approfondimento spieghiamo quali aziende devono adeguarsi, quali standard tecnici vanno rispettati e come prepararsi entro la scadenza.

Il quadro normativo di riferimento

La base giuridica è la Direttiva (UE) 2019/882, conosciuta come European Accessibility Act (EAA).
Approvata nel 2019 dal Parlamento Europeo, questa direttiva mira ad armonizzare gli standard di accessibilità nei Paesi dell’Unione.
In Italia è stata recepita con il Decreto Legislativo 27 maggio 2022, n. 82, che ha integrato e aggiornato la storica Legge 4/2004, nota come Legge Stanca.

Con il nuovo decreto, gli obblighi di accessibilità non riguardano più solo la Pubblica Amministrazione, ma anche operatori privati e imprese che offrono servizi digitali rivolti ai consumatori.
L’obiettivo è costruire un mercato digitale più inclusivo, uniforme e competitivo.

Chi deve rispettare la normativa

La nuova legge si applica a un’ampia categoria di soggetti privati. In particolare, dovranno rispettare gli obblighi di accessibilita digitale 2025:

  • gli ecommerce e le piattaforme di vendita online;

  • le app mobili legate a servizi finanziari, sanitari, turistici e di trasporto;

  • le interfacce elettroniche come sportelli automatici, POS e terminali digitali;

  • i portali di prenotazione o informazione rivolti al pubblico.

Sono previste esenzioni per le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 2 milioni di euro), sebbene sia raccomandato adeguarsi per migliorare la qualità del servizio.

I siti e le app già esistenti prima del 28 giugno 2025 avranno tempo fino al 28 giugno 2030 per completare l’adeguamento, salvo modifiche sostanziali che richiedano la conformità immediata.

Il riferimento tecnico principale sono le WCAG 2.1 (Web Content Accessibility Guidelines), standard internazionali sviluppati dal W3C.
La conformità richiesta è almeno di livello AA, che garantisce un’esperienza digitale utilizzabile da persone con diverse tipologie di disabilità.

Secondo le WCAG, un sito accessibile deve essere:

  1. Percepibile, quindi con testi alternativi per immagini, contrasti visivi adeguati e contenuti ben leggibili;

  2. Operabile, ossia navigabile anche senza mouse, ad esempio tramite tastiera o comandi vocali;

  3. Comprensibile, con testi chiari, linguaggio coerente e struttura logica;

  4. Robusto, compatibile con browser e tecnologie assistive, come screen reader e display braille.

In Italia, le Linee Guida AgID sull’accessibilità specificano nel dettaglio come applicare questi principi ai siti e alle app dei soggetti privati.

Per rispettare la normativa, le imprese dovranno garantire:

  • Rispetto degli standard WCAG 2.1 livello AA per struttura, colori e contenuti;

  • Dichiarazione di accessibilità pubblica, facilmente consultabile sul sito, aggiornata almeno una volta l’anno;

  • Modulo per segnalare barriere o problemi, così che gli utenti possano comunicare eventuali difficoltà;

  • Documentazione tecnica di conformità, utile in caso di controlli;

  • Verifiche periodiche, sia automatiche sia manuali, sull’usabilità dei servizi digitali;

  • Formazione del personale per mantenere la conformità nel tempo.

In casi eccezionali, è prevista una deroga per onere sproporzionato, applicabile solo se l’adeguamento comporta costi eccessivi rispetto ai benefici, ma deve essere adeguatamente motivata e documentata.

Dal 2025, le autorità competenti (AgID o enti designati) potranno eseguire controlli e applicare sanzioni ai siti e servizi digitali che non rispettano gli obblighi previsti.
Oltre ai rischi legali, un sito non accessibile può generare un impatto negativo sulla reputazione aziendale e ridurre le possibilità di indicizzazione sui motori di ricerca, poiché Google privilegia l’usabilità e la chiarezza dei contenuti.

Come adeguarsi in modo efficace

Per evitare penalizzazioni e offrire una migliore esperienza utente, ecco i passaggi fondamentali da seguire:

  1. Esegui una valutazione iniziale;

  2. Aggiorna codice e contenuti per allinearli alle WCAG 2.1;

  3. Pubblica la dichiarazione di accessibilità e il form per le segnalazioni;

  4. Forma il team interno su inclusione digitale e buone pratiche di scrittura web;

  5. Monitora periodicamente il sito per assicurarti di mantenere la conformità.

Investire oggi in un sito accessibile significa offrire un servizio migliore, più competitivo e sostenibile nel lungo periodo.

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